
Tokyo
Distacco relativo
Tokyo si mostra sempre in tutta la sua essenza. Distaccata, continua, virtuale e lucida. Milioni di entità scoperte e da scoprire, lontana oppure vicina. I suoi angoli offrono ricordi e pragmatismo, in un vortice simulato, mediato, ma pur sempre reale.
Essenza luminosa, vitalità e virtuosismo. Qui la fotografia esplora nicchie, reinventa significato, scopre alternanza e solipsismo, si alimenta di dettagli e di luce. Tokyo rumorosa e silenziosa, multiforme, offre la possibilità di raccontare, di immaginare, di vivere.
Con la sua architettura, la sua skyline, i suoi incroci e la sua moltitudine, Tokyo racconta frammenti di umanità e disegna un tempo superficiale ad un ritmo continuo e cadenzato. Le voci elettroniche fungono da sottofondo per il racconto di un’umanità che disegna il suo tempo, viene avvolta ma resta pur sempre unica.
Un’alternanza nella continuità. Un sali e scendi narrativo che riempie di significato e relativizza l’essenza di ognuno.
Distacco relativo
Il riverbero dell’alternanza Zeta
Atro separatorio che palesa partigiana incompletezza iconica.
Terzina mediata ed opposta, parziale isolato alter ego
con creazione di intrinseco significato.
Distacco relativo accomunato
che crea solipsismo condizionato dal profluvio.
Dinamismo e progresso in una massificata Zeta.
Pragmatismo e pessimismo
nei Gen in uno spazio fisico volto all’iper.


Le icone del vitto attuale
Socialità che diffonde scelta, preventiva, iconizzata.
Sinusoidi plastici uniformano il diletto,
lo materializzano, lo diffondono, lo novellano.
Luce gialla, cromia diffusa, sussurri ed impeti.
La giostra comune principia, perpetua, sviluppa.
Il vitto tace. Il riposo dell’onnivoro social.
Japan gallery
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